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Il Castello di Celsa

Sovicille - Siena

Dal XIII secolo ai giorni nostri

Il Castello di Celsa appartiene da circa quattro secoli alla stessa famiglia.
Dal 1612 la proprietà si è spesso trasmessa per via femminile dalla famiglia de Vecchi, nobile famiglia senese, alla famiglia fiorentina degli Antinori agli Aldobrandini, romani.

La Storia

Il Castello di Celsa si erge lungo la via secondaria della Francigena che da Colle Val d’Elsa porta a Siena e domina il panorama che si estende da Siena sino al Monte Amiata. Il nucleo originale risale al XIII secolo, ma fu nel XVI secolo che la famiglia senese dei Celsi volle rinnovare ed abbellire il castello per opera dell’architetto Baldassarre Peruzzi, del cui intervento è testimonianza la splendida cappella circolare e il muro di terrazzamento ornato con nicchie parallelo al viale d’ accesso.

Dopo essere stata devastata dalle truppe imperiali nella metà del Cinquecento, nel 1612 passò alla famiglia senese dei de Vecchi. Sul finire dell’Ottocento Maria Antinori Aldobrandini, figlia di Giulia De Vecchi e bisnonna degli attuali proprietari, incaricò l’Architetto Mariani di effettuare un’ulteriore trasformazione del castello, sopraelevando la torre est e coronandola di merli, fino a portare l’edificio alla sua forma attuale.

Il nome Celsa deriva probabilmente da “excelsa sedes Virginis”, oppure dalla famiglia senese dei Celsi che ne fu a lungo proprietaria.

L’insediamento originario data dal XIII secolo. Inizialmente fu un cupo castello che dominava la vallata verso Siena, e nel XVI secolo i Celsi commissionarono all’architetto Baldassarre Peruzzi la realizzazione di modifiche tali da “ liberare la casa imprigionata e farla impregnare di sole e di luce”, come scrivevano Shepherd e Jellicoe che la visitarono negli anni ‘20 del 900, scrivendo che “ la magia delicata della mano del Peruzzi ha toccato le mura originali, accentuando la loro forza attraverso la leggerezza delle aggiunte in una maniera che è una rivelazione nell’arte di mutare il formale in informale”.

L’intervento del Peruzzi a Celsa, già indicato dal Repetti nella cappella circolare, si amplia con l’assegnargli il muro di terrazzamento con nicchie, parallelo al viale d’ accesso.

Ne risulta una originalissima forma planimetrica con cortile interno trapezoidale delimitato verso valle da una possente parete con tre ampie aperture ad arco verso i due successivi terrazzamenti degradanti verso il giardino all’italiana.

La genialità del progetto, che è una delle tante operazioni rinascimentali su edifici del Medioevo, sta nell’ assorbimento di quelle antiche forme in un discorso spaziale completamente nuovo.

Mino Celsi (1514-1575) che fu probabilmente il committente di questo ambizioso progetto, invitava con queste parole l’arcivescovo di Siena Francesco Bandini Piccolomini a cercare riposo in quella quiete ombrosa:” Tu canzonetta mia rozza ed incolta torna ti a Celsa, e guarda, che la quiete mia non ti sia tolta”.

Nel 1554 Celsa viene devastata dalle truppe imperiali Austro-Spagnole di Carlo V. Nei primi anni del 1600 il Castello di Celsa, che era stato a lungo proprietà dei Celsi, passa alla nobile famiglia de Vecchi di Siena che ne rimane proprietaria fino alla metà del 1800 quando viene portata in dote da Giulia de Vecchi per il suo matrimonio con il marchese Amerigo Antinori.

Alla fine dell’ottocento Maria Antinori, figlia di Giulia de Vecchi, sposa il principe romano Giuseppe Aldobrandini, e in quegli anni incarica l’arch. Mariani di ritrasformare Celsa: viene sopraelevata la torre est e coronata da merli, così come tutto l’edificio; si aprono bifore, l’intonaco viene raschiato per far emergere le pietre, e si amplia il granaio che diventa anche cantina. Alla loro morte il Castello passerà al figlio Clemente Aldobrandini la cui moglie, Luisa von Welczeck, appassionata giardiniera, ridarà al parco e al giardino all’ italiana la loro impronta originaria.

Bibliografia

I giardini d'Italia Bianca Marta Nobile
(Guide Calderini)

I giardini di Firenze e della Toscana Mariachiara Pozzana
(Giunti)

Giardini Italiani vol. 2 Gianluca Simonini
(Idealibri)

Giardini e Ville di Toscana Regione Toscana
(TCI)

The garden lover's – Guide to Italy Penelope Hobhouse
(Princeton Architectural Press)

A tour of Italian gardens Judith Chatfield
(Rizzoli)

Introduzione ai giardini del senese
(Archivio Comunale dell'arte dei giardini)

Baldassare Peruzzi e le ville senesi del '500-Isa Belli Barsali
(Archivio comunale dell'arte dei giardini)

Ville toscane Harold Acton
(Becocci Editore)

Italian Gardens Giorgina Masson
(Antique Collector's Club)

Giardini (Toscana)
(Edifi – Regione Toscana)

Baldassare Peruzzi Comune di Sovicille 1481-1981

Ville italiane e loro giardini Edith Wharton
(Passigli Editore)

L'art de vivre en Toscane Bruno Racine
(Flammarion)

Giardini all'italiana G. Mader – Laila G. Neubert Mader
(Rizzoli)

Civiltà delle Ville Toscane Carlo Cresti - Massimo Listri
(Magnus)

Italian gardens of the Renaissance -J.C. Shepherd e G.A. Jellicoe
(Academy Edictons)

Tesori segreti delle campagne toscane Bruno Bruchi
(Editori dell'Acero)

Giardini in Toscana Foto di M. Listri
(Pagliai Polistampa)

Places I Love Oscar de la Renta

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